La strategia di Di Pietro per intercettare i voti di Veltroni alle europee

“Non sappiamo dove voglia arrivare il Pd – dice Antonio Di Pietro – ma certamente l’Italia dei valori sulle intercettazioni non offrirà alcuna sponda al Pdl… anzi, li sfidiamo a fare presto questa legge”. Leggi W., non cincischiare: qui serve la legge antiorigliamento di Giuliano Ferrara
2 SET 08
Ultimo aggiornamento: 21:50 | 22 AGO 20
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Roma. “Non sappiamo dove voglia arrivare il Pd – dice Antonio Di Pietro – ma certamente l’Italia dei valori sulle intercettazioni non offrirà alcuna sponda al Pdl… anzi, li sfidiamo a fare presto questa legge, affinché insieme alle firme che raccoglieremo per il lodo Alfano possiamo raccogliere anche le firme per abrogare la legge imbavaglia-intercettazioni”. Nel Pd hanno ancora nelle orecchie gli applausi tributati all’ex pm dalla “Festa democratica” di Firenze, nonostante la scelta di inviare al dibattito con lui proprio Rosy Bindi, e cioè una esponente di quell’area prodiana che nel partito è la più vicina alle posizioni dipietriste (un vecchio trucco a lungo utilizzato nel Pci).
E le parole del deputato Pierluigi Mantini, che arriva a definire “prodiani” i giornalisti di Repubblica, confermano il clima che aleggia nel partito, tra sindrome da accerchiamento e caccia alla quinta colonna. “Non è vero che il Pd sia succube della linea di Di Pietro – dichiara Mantini – ed è curioso che i ‘prodiani’ di Repubblica mettano in guardia contro una riforma voluta da Prodi e da Mastella dopo che lo stesso governo Prodi è caduto per mano di intercettazioni e provvedimenti giudiziari risibili”. E’ evidente che le dichiarazioni di Romano Prodi sulle intercettazioni, pubblicamente elogiate da tutto il partito, in privato sono state assai meno apprezzate.
E forse sulla reazione hanno inciso anche le indiscrezioni che collegano presunte aspirazioni prodiane per il Quirinale alla defenestrazione di Walter Veltroni dalla guida del Pd, all’indomani di europee dall’esito sufficientemente disastroso. Di qui i sospetti contro quei “prodiani” di Repubblica, colpevoli di dedicare troppe attenzioni a Di Pietro, che da parte sua, per le europee, certo non fa mistero di puntare proprio ai delusi del Pd.